Mercoledì 8 luglio si sono conclusi i lavori di scavo archeologico del teatro di Brescia avviati il 27 ottobre 2025 per completare la rimessa in luce delle strutture archeologiche e consentirne le migliori condizioni di conservazione e di valorizzazione.
Le attività finora effettuate hanno ridato leggibilità al disegno originale del teatro, grazie alla rimozione delle fondazioni degli edifici che nel tempo erano stati costruiti nell’area sulle strutture romane, e riportato quindi alla luce tutto il perimetro delle gradinate dell’ima cavea, di cui sono visibili ora buona parte dei gradini destinati ad accogliere gli spettatori.
Per ragioni di sicurezza e di logistica di cantiere, le attività di scavo archeologico si sono ora fermate a circa -3,50 m di profondità, a poco più di un metro dal piano di calpestio antico e saranno completate entro la primavera del 2027.
Gli scavi archeologici sono stati promossi dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia e diretti del funzionario archeologo Serena Solano; e sono rientrati nel più ampio progetto di recupero e manutenzione straordinaria del teatro cui è stato destinato un finanziamento ministeriale di 1.500.000 di euro, come già annunciato lo scorso febbraio 2024.
Gli scavi sono stati condotti dalla ditta archeologica AR/S Archeosistemi di Reggio Emilia, con l’archeologa bresciana Ivana Venturini e una squadra di archeologi coadiuvata sul campo dall’impresa di scavi Belleri Silverio & C di Zone.
In occasione delle iniziative per il Bicentenario della Scoperta della Vittoria Alata durante i programmati momenti di presentazione dei risultati degli scavi di seguito specificati, è prevista l’apertura straordinaria dell’accesso del corridoio Unesco su vicolo del Fontanone per consentire ai cittadini e ai turisti di affacciarsi sul teatro, uno dei più grandi e importanti edifici da spettacolo dell’Italia Settentrionale romana.
Giovedì 16 luglio alle ore 17.30 e lunedì 20 luglio alle ore 15.30 sono in programma due momenti di presentazione dei risultati degli scavi archeologici da parte della Soprintendenza.
Oltre alla rimozione dei resti degli edifici che nel tempo erano stati costruiti sulle strutture romane, sono state portate avanti le indagini relative alle fasi di frequentazione medioevale del sito. Nella zona centrale del teatro sono state scavate alcune strutture “povere” a carattere insediativo e produttivo, con muretti in pietra in origine completati da alzati in materiale deperibile, focolari e piani d’uso. Sono state inoltre scavate numerose tombe a inumazione, in nuda terra e in casse di pietra e laterizio, che a partire dal V sec. d.C. occuparono la parte inferiore dell’ima cavea e l’orchestra sui livelli di abbandono e crollo delle strutture romane.
Nei livelli più bassi sono emersi alcuni grandi blocchi lavorati, crollo degli alzati monumentali dell’edificio. Gli ultimi giorni di scavo hanno portato all’importante scoperta di alcuni gradoni ancora conservati in situ, costituiti da grandi blocchi di Botticino, con le scalette relative ai camminamenti interni della cavea. L’eccezionale livello conservativo lascia sperare di trovare, con il proseguo dello scavo, ancora ben conservati e in situ i gradoni delle prime file delle sedute antiche e, sul fondo, le lastre originarie di pavimentazione dell’orchestra.
Durante l’estate saranno effettuati alcuni interventi di messa in sicurezza per consentire poi la ripresa e il completamento dello scavo archeologico in autunno.
Verrà mantenuto l’attuale assetto del sito, con la messa in sicurezza del ponte di attraversamento e la realizzazione di un secondo ponte, fondamentale anche per consentire il restauro delle strutture, previsto per il 2027 e i successivi interventi di rifacimento dei percorsi e rifunzionalizzazione del complesso di Palazzo Maggi Gambara da parte del Comune.
Gli interventi rientrano in un articolato percorso di riscoperta e recupero del sito archeologico, condotto dalla Soprintendenza in accordo con il Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei.
